Arriva poi il periodo in cui il cordone ombelicale tra genitori e figli si assottiglia sempre di più fino a che non arriva l’adolescenza. I genitori iniziano ad accorgersi che il proprio pargolo non è più un bambino piccolo, sta crescendo ed è arrivato il momento di ricercare un nuovo equilibrio, nuovi modi di relazionarsi con lui per rispondere alle sue nuove esigenze.
Molte volte per i genitori è difficile accettare che il figlio stia diventando grande e che di conseguenza inizi a vivere le prime esperienze fuori di casa, sperimenti se stesso e non confidi più loro tutto ciò che gli accade. Inoltre, si inizia a fare i conti con le uscite frequenti, gli orari di rientro, il mondo dei social, i primi innamoramenti, i nuovi amici che al solo pensiero fanno rizzare dritti i capelli ai genitori.
Sicuramente non è semplice rapportarsi con i figli adolescenti, che senza dubbio testeranno i limiti e la pazienza dei genitori, ma bisogna anche porsi nel modo giusto per mantenere una buona connessione con loro ed evitare di complicare le cose!
Come comportarsi? 6 consigli utili
1. NON ASPETTATEVI IL PEGGIO.
Uno dei pregiudizi sull’adolescenza, è quello di aspettarsi anni tremendi, tanto che molti genitori approcciano ai figli come se si stessero trasformando in mostri ingestibili. Piuttosto che restare connessi ai propri figli, conoscerli e vivere questi momenti di scoperta con loro, si rischia in questo modo di prendere le distanze, perdendo di vista tutti gli aspetti positivi legati alla crescita. Infine, si dà troppe volte colpa all’adolescenza, mentre sarebbe opportuno che un genitore insoddisfatto della relazione col proprio figlio, provi prima a fare un passi indietro, a mettersi in discussione per migliorare la situazione.
2. NON LAMENTATEVI PER TUTTO.
È normale che il figlio inizi a mettere in discussione i modelli genitoriali e a fare le sue prime scelte. Può capitare che a voi genitori non piaccia il suo taglio di capelli o la scelta dei vestiti, ma prima di fare una guerra su tutto, lasciate un margine di autonomia nei limiti del possibile. I ragazzi sono in fase di sperimentazione, alla ricerca di una propria identità e stanno imparando a prendersi cura di sé. Proteggerli troppo o imporre il vostro punto di vista su tutto, non li aiuterà a sviluppare fiducia in se stessi e non gli permetterà di imparare anche dai piccoli errori. Meglio restare ad una giusta distanza, dando semmai dei consigli, ma senza giudicarli e rispettando il loro modo di essere.
3. SIATE AUTOREVOLI.
È sempre difficile per i genitori districarsi tra le richieste dei figli per una maggiore libertà e la necessità di guidarli e contenere le loro condotte. Se da un lato ci sono genitori che tendono a reagire in maniera rigida e a puntare solo sull’obbedienza, dall’altro ci sono quelli che evitano il conflitto e che non mettono i paletti per paura che i figli possano allontanarsi ancora più da loro. Bisogna trovare un equilibrio tra autonomia e regole condivise: permettere al ragazzo di fare le sue esperienze di crescita, pur restando dei punti di riferimento stabili, facendoli riflettere sulle conseguenze delle loro azioni.
4. RISPETTATE IL LORO BISOGNO DI ALLONTANARSI.
In adolescenza, il rapporto con i coetanei è fondamentale, così come il prendere le distanze dai genitori e avere bisogno di maggior indipendenza. Questo però non significa che il figlio non vi voglia più bene o che non abbia più bisogno di voi. Non prendetevela se inizia a trascurare la famiglia e non vi da più conferme positive, altrimenti gli farete venire i sensi di colpa. A queste età, hanno bisogno di allontanarsi e di mettervi in discussione, è un movimento sano. Devono però percepire che voi reggete a questi scossoni e che continuate ad avere un ruolo importante nella loro vita. Cercate di andar incontro al figlio adolescente, piuttosto che restare ancorati alla nostalgia del bambino che è stato.
5. NON SMINUITE I LORO VISSUTI.
Se ad esempio vi dice che è disperato perché si è lasciato con il fidanzatino/a o ha litigato con il migliore amico, non bisogna assolutamente sminuire, perché in quel momento vive davvero quelle emozioni così intense. Minimizzare con frasi del tipo “Dai, che sarà mai”, “Stai esagerando, non è così grave” non farà altro che allontanarvi da lui/lei. Cercate piuttosto di sintonizzarvi e calarvi alla sua età, perché se si guardano le cose, soltanto dal punto di vista adulto, è normale che non gli si dia il giusto peso, facendo sentire il figlio incompreso e non accettato per quello che è.
6. ASCOLTATELI E METTETEVI NEI LORO PANNI.
Se nelle conversazioni con un figlio adolescente, incentrare il discorso sul vostro ruolo genitoriale, diventa controproducente. Per avvicinarvi al suo mondo, concentratevi sulla sua situazione e su quello che ha da dire per entrare in sintonia con lui. Fare le prediche, rispondendo subito con “Io all’età tua…” indica che state focalizzando l’attenzione su voi stessi, sul fare paragoni tra la sua adolescenza e la vostra e non sulla situazione presente. Molte volte, si parte prevenuti e si tende a giudicare le loro situazioni dall’alto, a fornire consigli e risposte pronte, mentre i ragazzi spesso hanno bisogno di condividere alcune esperienze, senza aspettarsi nulla di particolare se non l’ascolto.
Bisogna rispettare la loro crescita, essere coerenti nelle scelte e sempre aperti alla comunicazione, così che i figli potranno man mano allontanarsi ma essere certi, in caso di bisogno o problema, di poter contare su di voi.


