L’isolamento forzato ci ha portato a rivalutare l’utilizzo di tutti i mezzi tecnologici e l’importanza della rete internet. Sono bastati pochi mesi per capire che non rappresentano un ostacolo e che non sono un fossato che separano la generazione dei giovani e quella di chi non è nato nell’era digitale.
Possono rappresentare quel ponte, quel mezzo che unisce, invece di distanziare. In effetti, i social network dovrebbero aiutare a costruire appunto una rete sociale, che ovviamente non deve sostituire quella nata e alimentata attraverso il contatto diretto. Ci sono tanti casi in cui gli strumenti tecnologici possono essere dei veri e propri alleati ed essere una risorsa nella gestione del rapporto con i propri figli, anche nei casi di separazione e di divorzio. Potenzialmente possono diminuire le distanze tra un genitore e un figlio permettendo a un padre, o a una madre, di rimanere in contatto con lui e dargli una continuità affettiva in modo tale che subisca meno la lontananza.
Attraverso la tecnologia è possibile mantenere un rapporto anche da un punto di vista emotivo ed educativo.
È implicito che non debba mai sostituire la relazione basata sul contatto fisico, ma si può creare un ponte quando si è impossibilitati ad incontrarsi, quando si è lontani, anche quando si deve star fuori casa per motivi lavorativi o di salute. È possibile “fare insieme” anche attraverso uno smartphone o un tablet. È possibile condividere dei momenti che non si sarebbero potuti condividere.
Genitori adolescenti o genitori vicini agli adolescenti?
Tante madri e tanti padri si sono avvicinati al mondo dei figli, hanno provato a entrare in quel digitale poco conosciuto, a guardare serie in streaming con loro, a condividere frasi e video divertenti nelle chat, a scaricare App e video tutorial per fare qualcosa insieme.
Tanti adulti hanno imparato dai figli i segreti delle videochiamate, a usare una telecamera, dove guardare, come posizionarsi e ne hanno sperimentato l’efficacia.
Alcuni si sono messi letteralmente in gioco con loro e hanno provato a capire il mondo tanto contrastato dei videogiochi che………………………………………………………………………………………………………………………………………..
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