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Il peso delle scelte si fa sempre più sentire. Genera pressione, tensione, i più giovani rischiano di bloccarsi e grava sull’intero sistema familiare. L’eccesso di opzioni tra cui scegliere e di informazioni che sembrano tutte indispensabili, invece di aiutarci, ottiene l’effetto contrario, rischia di immobilizzarci, di creare ansia della scelta e incrementare la paura di sbagliare.

Il risultato? Un affaticamento mentale e uno sbilanciamento delle nostre energie che porta la mente dei ragazzi (e anche la nostra) a vagare in una ricerca costante di “qualcosa che manca”, trasformandosi in un ciclo di ansia e pesantezza fisica. Loro, e anche noi adulti, spesso “mollano” o rimandano perché non hanno gli strumenti per gestire questa pressione mentale.

Questo fenomeno colpisce duramente i ragazzi. Davanti alla scelta del percorso di studi o di vita, molti vivono vere e proprie crisi:

• Angoscia di sbagliare “la” strada della vita.

• Blocco totale e desiderio di rimandare ogni decisione.

• Pressione familiare, con genitori che soffrono nel vedere i figli fermi, sentendosi impotenti.

La scelta non è più un’opportunità, ma un peso che grava sull’intero sistema familiare.

 

Come uscirne? 

La soluzione non è avere più opzioni, ma avere più chiarezza interiore.

Quando un ragazzo/a si blocca davanti a una scelta, la tendenza naturale di un genitore è quella di “spingere” o di offrire ancora più soluzioni, compreso il “parla con questo e con quello”. Spesso, però, questo non fa che alimentare la confusione di fondo.

Quando il cervello è in allarme non serve aggiungere: serve fare pulizia.

Come gestire la paralisi della scelta?

1. Ridurre lo spettro delle opzioni

Il cervello umano non è progettato per gestire infinite variabili simultaneamente.

L’azione ➡️ Non chiedere “Cosa vuoi fare da grande?”, è troppo lontano, è “la” scelta della vita. Un trucchetto che funziona per iniziare è aiutarli a scartare ciò che sicuramente non vogliono. Procedere per sottrazione è meno ansiogeno che procedere per addizione.

2. Spostare il focus dal “Risultato” al “Processo”

L’angoscia spesso nasce dall’idea che una scelta sbagliata rovini la vita per sempre (l’illusione della scelta definitiva). È il famoso “treno che passa solo una volta” che ha angosciato intere generazioni.

L’azione ➡️ Spiegare che nessuna scelta è un binario morto. La carriera e la vita sono percorsi fluidi in cui tutto può cambiare forma e direzione. sono angosciato dalla paura di sbagliare, di perdere tempo e di deludere. Abbassare la posta in gioco riduce la pesantezza fisica e mentale della decisione.

3. Devono sapere che ci siete 

Manifestare apertamente che il supporto  indipendentemente dalla scelta che faranno. Sapere di avere una rete di sicurezza permette ai ragazzi di rischiare una decisione con meno paura. Spesso il peso più grande è proprio quello di deludere le aspettative genitoriali.

Attenzione alle parole!

Dirgli “non è niente” o “prendi una decisione”, “non è possibile che non sai cosa vuoi fare nella vita”, “attento alle scelte che fai”, “poi rischi di pentirtene”, “indietro non si torna”, sono macigni che rafforzano il loro malessere. Spesso con l’intenzione di spronarli si crea l’effetto contrario. Una cosa che sporna te, non è detto che sproni l’altro.

L’azione ➡️ Riconoscere che la loro fatica è reale. Perché lo è. L’area cerebrale della valutazione critica, delle conseguenze del futuro, delle decisioni è ancora in fase di maturazione. Per questo prende il sopravvento quella emotiva e le scelte sono accompagnate da angoscia. La sensazione di “pesantezza” descritta è un segnale del sistema nervoso sovraccarico. Il primo passo per sbloccarsi è sentirsi compresi, non giudicati o pressati.

4. Dalla connessione esterna a quella interna

Siamo costantemente connessi a stimoli esterni (social, aspettative altrui, trend di mercato). Non fate i paragoni. Hanno un peso psichico enorme.

L’azione ➡️ Incoraggiare momenti di “disconnessione” per ritrovare l’ascolto dei propri interessi reali, quelli che non hanno bisogno di una vetrina per esistere. Gli altri sembrano tutti felici e perfetti e danno l’impressione che siano tutti decisi.

Questo permette di ridurre il peso delle aspettative sociali e social.

Un genitore non deve necessariamente indicare la direzione (la bussola), ma deve essere il luogo sicuro dove tornare se la rotta scelta si rivela difficile (il porto). Manifestate apertamente che il vostro supporto è indipendente dalla scelta che faranno. Sapere di avere un “paracadute” emotivo permette ai ragazzi di rischiare una decisione con meno paura.

 

di Maura Manca