I videogames sono e rimangono sempre una delle maggiori attrazioni di bambini e adolescenti, soprattutto maschi. Già dalla tenera età i più piccoli, appartenenti al mondo dei nativi digitali, imparano ad utilizzare joystick e console.
Si gioca in rete, in multitasking, perché spesso si fanno più cose contemporaneamente, insieme a più amici e/o contro altri ragazzi, per conquistare il mondo, per vincere campionati, per abbattere il nemico. E’ indubbio che tutto questo possa avere tutta una serie di esiti positivi e negativi.
Qual è l’impatto che i videogames online possono avere sui processi all’interno del gruppo dei pari?
Gli aspetti su cui bisogna riflettere sono legati alla condivisione e cooperazione.
Tante volte si gioca insieme, si crea una squadra, ci si deve coordinare, rispettare i tempi e le attitudini dell’altro, capire i punti di forza e di debolezza e quindi capire dove intervenire e dove no, ci si deve coordinare per raggiungere un obiettivo comune. Sono tutti aspetti molto importanti nelle fasi di crescita, difficili da gestire, soprattutto in una fase in cui anche i cambiamenti fisiologici e ormonali rendono tutto come una sfida, si è più suscettibili e talvolta più irritabili. Ci si vede, ci si parla, però non c’è il contatto fisico, non c’è un’interazione diretta con gli amici, si parla prettamente del gioco e tutti gli altri aspetti della vita vengono meno, insieme al legame affettivo, alla condivisione e al sostegno morale. Il genitore deve essere vigile per evitare che possa in qualche modo venir meno il senso e il concetto più profondo di amicizia, del fare le cose insieme, del gruppo, dell’uscire, perché spesso si passano tante ora a combattere insieme, ma poi ci si vede molto poco e non si conoscono realmente i compagni di battaglia.
È molto importante analizzare anche i livelli di competizione e competitività (Adachi et al., 2015).
Gli adolescenti possono giocare per vincere, per scaricare le tensioni, per noia, per sfidarsi e per sfidare gli altri, sono spesso molto competitivi, si infervorano e si arrabbiano quando giocano e quando non riescono a raggiungere il traguardo voluto, a volte litigano anche tra di loro, quando la competitività è troppo elevata, quando si vive il gioco in maniera troppo realistica, come se fosse quell’aspetto a dimostrare il reale valore di una persona. Altre volte la competitività però si può trasformare in prevaricazione e sfociare in reazioni aggressive, in voler per forza vincere e può anche andare ad intaccare i processi di gruppo, in questi casi l’individuale prevale sul gruppale.
Redazione AdoleScienza.it
Riferimenti Bibliografici
Adachi P.J.C., Hodson G., Hoffarth M.R. (2015). Videogame play and intergroup relations: Real world implications for prejudice and discrimination. Aggression and Violent Behavior, 25: 227–236.


