“Provate voi a svegliarlo, io non ci riesco”. Non credo che a queste parole gridate da una madre disperata, ci sia altro da aggiungere. Lei è una delle due mamme dei due adolescenti trovati morti nella notte a Terni.
Stiamo parlando di 15enni, di ragazzi che non si rendono conto che, imbottendosi di mix di specie di droghe, possono anche morire. Se arrivano a distruggersi la vita è perché qualcosa non ha funzionato, perché abbiamo fallito, perché non riusciamo ad arrivare prima e fargli capire che si muore per ciò che loro vivono come divertimento o che si possono creare danni permanenti al cervello. Passo ore a spiegargli che quella che si prendono è merda, che a chi gliela vende, non fotte niente di loro e della loro salute, che sono mix di robaccia lavorata e alterata chimicamente che distrugge solo il loro cervello. Si imbottiscono di psicofarmaci insieme a droghe varie, ragazzini che si prendono 10-15 xanax al giorno con altre droghe chimiche o alcol, fanno dei mix che li portano ad avere anche reazioni senza controllo. Ragazzi che fanno incidenti stradali e hanno il vuoto, che cadono, che si fanno male, che aggrediscono in modo incontrollato gli altri per futili motivi, che collassano, che si spengono. Sono troppi i ragazzi vittime delle droghe, cerco di farglielo capire, di aiutarli in tutti i modi, ma evidentemente è sempre troppo poco quello che stiamo facendo. È un vortice dal quale da soli non possono uscire, e i genitori, non hanno gli strumenti per affrontarlo. Non basta, non basta e non basta! E nel mentre che noi chiacchieriamo, loro si rovinano la vita…
“C’è una responsabilità collettiva” come sostiene il Procuratore. Ogni volta che un adolescente muore, significa il sistema non ha funzionato. Sono vittime questi ragazzi, non sono carnefici.


