Suona la sveglia e sono già stanchi, trascorrono il pomeriggio trascinandosi tra il letto e il divano, con pause-studio senza fine, non hanno voglia di fare niente e sbuffano ogni volta che gli si chiede qualcosa: un’immagine che manda in tilt tanti genitori.
“Per le cose sue, vedi come scatta subito!”, “Sembra un’ameba, non si riesce a smuoverlo”, “Sbadiglia sempre quando deve fare qualcosa!”: sono frasi tipiche che i genitori si ritrovano spesso a ripetere.
Spesso si tratta di una reazione fisiologica: osservandoli bene durante la giornata si può notare come questa apatia e stanchezza negli adolescenti sia presente a tratti. Mentre sono completamente apatici, hanno degli scatti di vitalità quando devono giocare al loro videogioco preferito, quando arriva una notifica sul telefono o quando guardano la loro serie tv preferita e non vogliono mai andare a dormire la sera.
Se da un lato una certa dose di apatia o pigrizia può essere fisiologica, soprattutto in risposta alle richieste che partono dai genitori, dall’altro è necessario comprendere a cosa sia dovuta realmente questa mancanza di interesse.
Perché in alcuni momenti sembrano sempre stanchi?
I ragazzi sono in una fase del ciclo vitale in cui l’identità personale è chiamata ad affrontare importanti trasformazioni sul piano dell’immagine del sé, del rapporto con i genitori, del rapporto con gli altri, dell’identità di genere in connessione alla maturazione sessuale.
Possono quindi talvolta manifestare in modo inconsapevole una forma di difesa verso le aspettative e richieste che percepiscono dal mondo esterno, dai genitori, dalla scuola e dagli amici. Di fronte a situazioni pressanti, possono reagire con insicurezza e un calo delle energie. Inoltre, spesso alla base c’è anche una mancanza di motivazione e interesse verso qualcosa che non li appassiona.
I genitori, in realtà, sanno che il figlio sta crescendo e che è ancora più concentrato su se stesso e sulla sua vita, ma in alcune situazioni possono vivere male il fatto che inizi a trascurare la famiglia o che bocci ogni loro proposta di attività e cose da fare, e vorrebbero che manifestasse sempre quella spinta di vitalità che invece mostra per le cose che ritiene più interessanti.
È importante fare i conti con le dinamiche tipiche della crescita e non fare l’errore di prendere sul personale le reazioni di apatia del figlio, nonostante a volte possano essere piuttosto irritanti, altrimenti per i ragazzi ogni occasione diventa una sfida per mettere in discussione i genitori.
https://www2.adolescienza.it/sos/sos-genitori-adolescenti/ragazzi-demoralizzati-e-abbattuti-cosa-inventarsi-per-spronarli/
Come deve comportarsi un genitore?
– EVITARE DIRETTIVE. Frasi come “Alzati dal letto!”, “Mettiti a studiare”, “Vai a lavarti!” sono degli imperativi che aumentano la pressione sui figli e rischiano in realtà di attivare una reazione di maggiore apatia da parte loro. Inoltre, in questo modo si innesca una sfida continua, per cui diventa tutto un braccio di ferro, o magari sul momento rispondono alla richiesta del genitore ma lo fanno con scarso interesse e motivazione.
– ATTENZIONE AL VOSTRO ESEMPIO. L’apprendimento indiretto e la coerenza dei vostri comportamenti influenzeranno molto il loro atteggiamento. Talvolta può capitare anche al genitore di essere poco vitale o si lamenti di essere stanco, e questo è normale vista la mole di impegni da gestire; allo stesso modo, non si può pretendere che i figli siano pieni di entusiasmo. Mostrate loro le vostre passioni, facendogli capire che coltivare i propri interessi permette di ricaricare le energie positive per affrontare anche le attività meno piacevoli.
– COINVOLGETELI IN ATTIVITA’ STIMOLANTI. È normale che vedere un figlio stanco e apatico possa portare il genitore a fornire consigli e soluzioni, ma è importante non sostituirsi a loro. Bisogna capire cosa gli piace, stimolarlo e fargli coltivare le sue passioni e interessi. Se avete differenti vedute, non restate fermi sul vostro punto di vista ma cercate di avvicinarvi al suo mondo, evitando di giudicarlo, perché altrimenti non si sentirà capito e si demoralizzerà ancora di più.
Se notate che vostro figlio è sempre abbattuto, vive e affronta la vita demoralizzato e privo di energie, ha paura della scuola, dei compagni, di crescere e nulla sembra coinvolgerlo, sarebbe opportuno approfondire e non sottovalutare certi campanelli di allarme.
https://www2.adolescienza.it/sos/sos-genitori-adolescenti/i-figli-hanno-bisogno-di-ascolto-non-di-soluzioni/


