Scambio e diffusione di immagini intime: un fenomeno trasversale, sempre più diffuso, legato anche alle modalità con le quali gli adolescenti interagiscono, comunicano e si relazionano tra loro.
Il 15% delle adolescenti e il 10% degli adolescenti ammette di aver postato sui propri profili social, almeno una volta, proprie foto o video dal contenuto sessualmente provocante. E la percentuale, se ci spostiamo nella fascia 17-19 anni arriva al 18%. Ancora più frequente l’invio di foto intime al proprio partner: a farlo è il 55% delle ragazze e il 52% dei maschi, ma se si arriva alla fascia di età più alta, la percentuale è del 75% (tra le ragazze supera l’80%). Lo rivelano i dati dell’edizione 2024 dell’Indagine Nazionale sugli stili di vita degli adolescenti che vivono in Italia, realizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD, in collaborazione con Corriere Salute.
Emerge anche come tali comportamenti siano adottati nonostante ci sia consapevolezza dei rischi a cui ci si espone inviando proprie foto o video intimi, una consapevolezza che aumenta con l’età, quando aumenta anche la diffusione di questi contenuti. L’80% indica come possibile rischio quello di compromettere la propria immagine, il 66% ha timore di subire revenge porn e il 64% che le immagini si diffondano in modo virale.
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Revenge Porn, Sexting e Sextortion: le trappole del web
Il Revenge Porn è un comportamento intenzionale messo in atto da una persona che, per vendetta, diffonde intenzionalmente le immagini di un’altra persona senza il suo consenso, con l’intenzione di ferire la vittima nel profondo, umiliandola e facendola umiliare.
C’è anche chi “ruba” le foto, chi se ne appropria in maniera illecita, chi fa i video di nascosto e li rende pubblici, e chi invece usa quelle immagini come merce di scambio e quindi tenta di estorcere qualcosa alla vittima. Questo fenomeno nello specifico prende il nome di Sextortion.
Quando invece si inviano materiali intimi in modo volontario e c’è uno scambio, si parla di Sexting. Anche in questo caso, però, non c’è l’autorizzazione a rendere pubblici questi contenuti, c’è una condivisione privata che purtroppo, spesso, non rimane riservata ma diventa, nella migliore delle ipotesi, oggetto di scambio tra gruppi di amici.
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Stimolare pensiero critico e consapevolezza per aiutarli a vivere in sicurezza, nella vita e in rete
È fondamentale lavorare con i ragazzi sul senso di se stessi e degli altri, sul senso critico, del limite e della misura. Spesso non hanno consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni, ed il confine tra ciò che è pubblico e ciò che è privato è sempre più labile. Non si rendono conto delle proporzioni e dell’impatto che un singolo gesto, fatto magari in preda all’emozione del momento o all’impulso, può avere.
Le neuroscienze sottolineano come il processo decisionale degli adolescenti sia guidato dalla ricerca di gratificazione immediata. La corteccia prefrontale legata al sistema esecutivo, di controllo e di regolazione, non ha ancora terminato il suo processo di maturazione. Sono concentrati sul presente, guardano i vantaggi dell’azione che stanno facendo, senza valutare le alternative e le conseguenze future.
Per questa ragione si deve lavorare sulla consapevolezza: bisogna iniziare fin da quando sono piccoli, parlare con loro di sessualità in maniera naturale, sempre ovviamente con parole adatte alla loro età e alla fase dello sviluppo, fisico e cerebrale.
Hanno bisogno di adulti consistenti, presenti e consapevoli che forniscano uno spazio definito nel quale muoversi in sicurezza, anche online. Hanno bisogno di punti di riferimento, di adulti che sappiano dialogare, ascoltare e osservare.
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