Sono tanti i ragazzi che sperimentano ansia o paura della scuola, che manifestano una resistenza a frequentare le lezioni e provano disagio ad affrontare situazioni che possono riguardare le relazioni con i compagni oppure le verifiche e le interrogazioni.
In preadolescenza e adolescenza l’ambiente scolastico rappresenta non solo il luogo in cui si apprendono delle nozioni, ma anche e soprattutto uno spazio di messa alla prova e socializzazione: spesso ansie e preoccupazioni legate alla scuola possono riguardare anche il timore di essere rifiutati dal gruppo o di avere un rendimento scolastico al di sotto delle attese.
I genitori in queste situazioni sono messi a dura prova perché non sanno come reagire e come sostenere nel modo migliore i ragazzi per far sì che possano affrontare e gestire le difficoltà che stanno vivendo e superare le loro ansie e paure.
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Come aiutare i figli?
1. NON SMINUIRE. È fondamentale dare attenzione ai segnali espressi dai ragazzi e non pensare necessariamente che si tratti solo di scarsa volontà. Il rifiuto di andare a scuola può non essere un semplice capriccio: spesso dietro si nascondono diversi problemi che vanno compresi, al fine di intervenire nel modo migliore, prima che la situazione peggiori.
2. MANTENERE APERTO IL DIALOGO. Evitare di fare pressioni, senza aver capito il problema alla base. È importante creare un clima positivo e sereno, come terreno fertile per far aprire il figlio e farsi raccontare eventuali disagi che sta vivendo.
3. NON SOFFERMARSI SOLO SUL RENDIMENTO. Sicuramente un figlio che non vuole andare a scuola, può attivare uno stato di ansia anche nel genitore, il quale però deve evitare di focalizzarsi soltanto sulla prestazione scolastica. Bisogna incoraggiare il ragazzo, facendogli capire che certe situazioni difficili si possono affrontare a piccoli passi e che il genitore è lì per aiutarlo e sostenerlo.
4. INSEGNARGLI A TOLLERARE GLI INSUCCESSI. Non bisogna sempre proteggere i figli: accettare con compiacenza la richiesta di assenza a scuola, in modo ripetuto, non fa che incrementare il problema rafforzando l’immagine che lui non può farcela. Saltando le lezioni si incrementa la paura di ritornare in classe, sia per l’ansia di dover giustificare la propria assenza, che può attivare un giudizio negativo da parte degli altri, sia per il timore di non riuscire a recuperare.
5. COLLABORARE CON LA SCUOLA. Risulta importante instaurare una buona relazione con gli insegnanti per lavorare insieme a loro, al fine di incoraggiare bambini e ragazzi ad affrontare e a superare le situazioni difficili.
6. SE IL DISAGIO PERSISTE… richiedere il supporto psicologico di un professionista, prima che il disturbo possa compromettere l’area relazionale e sociale. Talvolta, infatti, queste difficoltà possono nascondere un disagio più profondo o sfociare in una vera e propria fobia scolare che, se non risolta, può comportare abbandono scolastico e successive difficoltà di inserimento sociale.
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