La morte è una tappa che rientra nel ciclo naturale della vita, ma molto spesso è un tema che viene affrontato con estrema difficoltà dagli adulti, tanto da creare dei veri e propri tabù, in particolare quando si tratta di parlarne con i propri figli.
La perdita di una persona cara, irrompe nella normale routine quotidiana, lasciando un vuoto, un vissuto di smarrimento, rabbia e sofferenza, in particolare nei bambini perché non hanno ancora a disposizione gli strumenti cognitivi ed emotivi adeguati per affrontare la separazione e la perdita.
Ogni bambino prima o poi si trova a doversi misurare con la morte e in queste delicate situazioni, risulta fondamentale il ruolo contenitivo del genitore che deve essere in grado di arginare le emozioni negative e aiutare i propri figli ad elaborare il lutto, perché le modalità, il tempo e le parole scelte, influenzeranno moltissimo la loro capacità di accettare la notizia ricevuta e metabolizzare l’evento, evitando di trascinarsi inutili non elaborati nel corso degli anni.
I bambini e i ragazzi, hanno bisogno di sapere tutto ciò che accade intorno a loro. È comprensibile la paura di ferirli e farli soffrire, ma sarebbe peggio fargli tenere tutto dentro.
Come comportarsi concretamente?
– E’ importante dare spiegazioni estremamente concrete e sincere su quello che è accaduto, aiutando a comprendere che non si vedrà più fisicamente quella persona ma che i ricordi e il legame non li cancellerà nessuno.
– Ricordate sempre che i bambini tollerano meglio la verità, anche se drammatica, piuttosto che l’incertezza e il non sapere o le bugie.
– La tipologia delle comunicazioni da dare deve essere sempre appropriata all’età e alla fase di sviluppo.
– Fateli esprimere attraverso alcuni canali comunicativi, come ad esempio il disegno e il gioco in grado di aiutarli nel processo elaborativo.
– Rispondete con tranquillità ed onestà a tutte le domande che vi fanno: i bambini sono curiosi e hanno bisogno di conoscere il perché delle cose, quindi parlatene tutte le volte in cui ne hanno bisogno.
– Stimolate i vostri figli ad esprimersi, a raccontare come si sentono, cosa provano, cosa pensano, senza forzarli, rispettando i loro tempi.
– Cercate di ritagliare momenti da trascorrere insieme a loro, perché in queste situazioni hanno ancora più bisogno della vostra vicinanza fisica.
– Non dimenticate il fondamentale ruolo dei nonni in queste circostanze, perché sono figure affettive di riferimento molto importanti e spesso trascorrono molto tempo con i bambini.
Cosa NON dovete fare?
– Non dite bugie e non mantenete segreti: le fantasie e i sensi di colpa che nasceranno nella testa dei vostri figli li potrebbero turbare profondamente.
– Non lasciate la speranza che la persona morta possa ritornare, altrimenti si rischia di illudere il bambino con false illusioni. In tali casi si sentirebbero abbandonati senza motivo, lo potrebbero vivere come un tradimento e darsene la colpa.
– Non abbiate fretta!!! Cercate di non forzare i tempi e rispettate le esigenze e i bisogni dei vostri figli.
– Attenzione alla vostra reazione: anche se in determinati momenti è davvero difficile rimanere calmi, è fondamentale non esprimere le proprie emozioni in modo drammatico perché andranno a condizionare profondamente il loro stato emotivo. Nei momenti di perdita e di difficoltà i bambini hanno ancora più bisogno dei genitori e del loro calore. Sono comunque lo specchio del genitore per cui se vi vedono in allarme potrebbero mettere in atto tutta una serie di comportamenti compensatori non idonei per la loro età e per il loro ruolo.
Le paure e i blocchi di fronte a questo tipo di comunicazione, possono essere moltissime ma, l’aspetto più importante da tenere sempre in mente, è che i figli percepiscono i più piccoli cambiamenti, sono sensibili e attenti ai vari segnali che circolano in casa e che il non dire crea “mostri” ben peggiori.


