È cambiato il vissuto della festa. I giorni di festa sono vissuti come giorni speciali in cui sei più libero, ti diverti di più, si modificano le abitudini quotidiane e ci sono meno regole e doveri.
Quest’anno il divertimento è condizionato, siamo carichi di regole da rispettare.
È una festa super controllata e quindi la festa stessa perde il suo sapore se non riscriviamo il significato di festa nel nostro dizionario interiore.
Più limitato però è anche più intimo. Facciamolo diventare un Natale di presenza e vicinanza piuttosto che di consumismo.
Comunque, non proprio tutti i ragazzi sono così disperati dal non dover affrontare il pranzo di Natale, dal non doversi confrontare con tutti quei parenti che ti riempiono di domande del tipo: “hai la fidanzata o il fidanzato?”, “come vai a scuola?”, che criticano i tuoi capelli o il tuo abbigliamento ecc… non c’è l’obbligo dei regali per tutti e lo stress legato all’organizzazione del grande giorno.
Bene, speriamo che questa condizione ci permetta di ripulire il Natale da tutto il superfluo, materiale e consumistico e ci riporti un po’ di più alla semplicità e all’essenziale.
Ne abbiamo parlato, il 13 dicembre 2020, a Unomattina in famiglia insieme a Tiberio Timperi e Monica Setta, a partire dal minuto .
Per vedere l’intervento clicca sul link a partire dal minuto 1.26.33:


