Sono tantissimi i genitori che si lamentano che i figli adolescenti non aiutano in casa e non sanno fare nulla di quel che riguarda le faccende domestiche.
“Tutto gli è dovuto, assomiglia a un principino”, “Non sa fare niente in casa”, “E’ così pigra che non alza neanche un dito”. Queste sono le frasi che i genitori si ritrovano spesso a ripetere, senza sapere come intervenire per farsi aiutare in casa.
Sicuramente la quotidianità familiare impone dei ritmi incalzanti per tutti e per tale ragione diventa ancora più importante che ognuno possa dare il proprio contributo e collaborare.
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Insegnare ai figli alcune mansioni domestiche. Come farlo?
Ogni fase di crescita dei figli richiede il raggiungimento di alcune autonomie ed è importante che sin da piccoli siano abituati ad occuparsi di semplici mansioni quotidiane: ad esempio apparecchiare, rifarsi il letto, riordinare la stanza, lavare la propria tazza della colazione, per poi imparare man mano anche a buttare l’immondizia, pulire, fare delle compere, stendere il bucato ecc.
E’ importante concordare insieme ai figli i compiti da svolgere e quando vanno fatti: in questa fase, bisogna mantenere un atteggiamento fermo ed elastico, negoziare se necessario, ma arrivare poi insieme ad un accordo.
Può anche essere utile inizialmente mettere per iscritto le mansioni di ciascuno e affiggere il foglio in un luogo visibile della casa, così che per i figli siano chiari i loro doveri e non sia ogni volta il genitore a ricordare ciò che devono fare.
“All’inizio insegnare ai ragazzi a eseguirli è molto più faticoso che farli da noi, ma è una sfida che vale la pena sostenere, perché per un preadolescente è importante avere responsabilità concrete e acquisire sempre più autonomia nel gestirle. Il segreto è iniziare a costruirci nella mente un’immagine diversa dei nostri figli, come persone competenti, alle quali è possibile chiedere una mano”. Tratto dal libro L’età dello tsunami. Come sopravvivere a un figlio pre-adolescente, di Alberto Pellai.
Responsabilizzare i figli senza sostituirsi a loro!
Uno degli sbagli che spesso fanno i genitori è che pretendono che i figli eseguano subito e bene tutta una serie di compiti e finiscono così per sostituirsi a loro, per far prima o per farli meglio.
Capita poi soprattutto in una fase come quella dell’adolescenza, in cui bisogna anche fare i conti con le dinamiche tipiche della crescita. La discussione su queste tematiche, diventa per loro una sfida per mettere in discussione i modelli genitoriali e trovare una propria identità e una propria dimensione.
E’ bene trovare modalità efficaci di comunicazione e non fare l’errore di prendere sul personale le reazioni e le risposte del figlio, evitando di salire ogni volta sul ring.
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La graduale sperimentazione della propria autonomia e delle proprie capacità aiuterà i figli a sviluppare lo spirito di collaborazione e di condivisione con gli altri, ma anche l’autostima, l’auto-efficacia e la fiducia in se stessi!


