Figli che litigano con gli amici, che si lasciano con i fidanzati, che si agitano di fronte alla festa di fine anno o al primo appuntamento, che vanno in crisi e vivono tutto come una tragedia personale.
Arrivano dai genitori tutti imbronciati, preoccupati, disperati, sembra che gli sia successa una catastrofe, non vogliono mangiare, urlano o magari mugugnano qualcosa, non sempre si aprono subito e una delle frasi che ripetono più spesso è “Mamma/papà tu non puoi capire!”
Come devono comportarsi allora i genitori?
3 consigli utili
1. CALATEVI NEI LORO PANNI. Molte volte ci si dimentica che le difficoltà e le esperienze che vivono gli adolescenti sono molto diverse da quelle dei grandi, infatti, si tende spesso a sottovalutare quello che i figli raccontano, pensando che si tratti di stupidaggini o di problemi superficiali. Se i ragazzi sono disperati, dicono che la vita è finita, perché il fidanzato li ha lasciati, hanno litigato con l’amico, oppure sono in preda al panico perché devono uscire ad un primo appuntamento, non bisogna assolutamente sminuire: loro, quelle sensazioni, le stanno sperimentando realmente. A questa età, gli adolescenti sono alle prime esperienze, tendono a vivere le emozioni, sia positive che negative, in maniera intensa ed estrema dove non c’è una vita di mezzo, ragionano ancora con il tutto o nulla. Per loro quell’istante è unico e irripetibile, e sono completamente incentrati sul presente, per cui è inutile dire “Dai che domani passa” perché loro sono focalizzati su quel momento e non vedono il domani. Non si deve cadere nell’errore di guardare i problemi o le preoccupazioni dei figli con gli occhi degli adulti, ma calarsi nei loro panni e capire che quelle questioni sono davvero importanti e riguardano il loro mondo.
2. NON ESISTE SOLO LA SCUOLA. Le frasi che i ragazzi dicono più spesso quando si lamentano del genitore sono: “Tanto non mi ascolta”, “Non mi prende mai sul serio”, “Appena torno a casa, l’unica cosa che gli interessa è com’è andata a scuola”. Molti genitori, infatti, appena il figlio è imbronciato o irritato, pensano subito ad un problema legato alla scuola o ad un brutto voto: l’ansia dei debiti, della bocciatura e del rendimento scolastico in generale diventa per i ragazzi una fonte di stress. È vero che la scuola rappresenta un’area importante della loro vita, ma troppe volte ci si focalizza solo su quella e non si vede nient’altro. Se date priorità alla scuola e non al loro stato d’animo, è come se toglieste importanza a loro e, i ragazzi, anche se non lo danno a vedere, soffrono di questo. Osservate vostro figlio e, se doveste cogliere che c’è qualcosa che non va, chiedetegli “Come stai?” perché, anche se sembrano scocciati, hanno ancora bisogno che il genitore si accorga delle loro emozioni e dia importanza e riconoscimento ai loro “drammi”.
3. ASCOLTATELI. Se i figli sono agitati, preoccupati, disperati per qualcosa che gli è successo, rendetevi disponibili all’ascolto con un atteggiamento di accoglienza, facendogli capire che voi siete lì. È sempre importante creare il terreno fertile per un’apertura alla comunicazione perché se iniziate a pensare che “tanto si tratta di cose stupide adolescenziali”, smetteranno di parlarvi e di raccontarvi anche i problemi più grandi e questo diventa un problema. Cercate, inoltre, di fermarvi all’ascolto: sembra banale ma, spesso il genitore, quando il figlio sta parlando di qualcosa che lo riguarda, invece di ascoltarlo e comprendere il suo stato d’animo, gli fornisce subito consigli, sentenze o critiche che lo farà sentire incompreso e ancora più frustrato. I ragazzi, molte volte, non hanno bisogno di indicazioni rispetto alla situazione o rassicurazioni del tipo “Un giorno crescerai e ti farai una risata, ripensando a questo momento” ma semplicemente di essere ascoltati, di sapere che il genitore li comprende.
Ricordatevi che se sminuite il loro mondo, loro si sentiranno sminuiti come persone e non riconosciuti nelle loro difficoltà, nei loro disagi e nei loro problemi. Svalutare ciò che vi portano o rispondere subito con critiche e giudizi, non fa altro che mettere distanza tra voi e bloccare la comunicazione con loro, portandoli a chiudersi o a scontrarsi.


