Separazioni e divorzi sono spesso una macchina tante volte infernale, un circuito che travolge intere famiglie e schiaccia troppo spesso i bambini. Durante il processo di separazione si deve pensare prima a loro, bisogna metterli al primo posto per evitare danni emotivi, traumi ed inutili sofferenze che li potranno anche condizionare nella vita e nelle scelte future.
Ecco allora come fare e come ci si deve comportare:
1. Aiutarli e sostenerli a riadattarsi alla condizione di separazione, rispettando i loro tempi. Questo significa che non devono essere forzati e che non bisogna agire in base solo ed esclusivamente ai propri tempi e alle proprie esigenze.
2. È importante spiegargli cosa sta succedendo, senza fare finti teatrini domestici, in cui si recita la parte dei genitori fintamente innamorati. I bambini comprendono che qualcosa in casa è cambiato e vivono in uno stato di allerta, rischiando di dare un senso sbagliato alla situazione, magari immaginando cosa possa essere successo. Se i figli non capiscono, si porteranno dentro dei vuoti emotivi ed affettivi che colmeranno nel corso dello sviluppo, magari in maniera disfunzionale.
https://www2.adolescienza.it/sos/sos-genitori-adolescenti/come-reagiscono-i-figli-alla-separazione-dei-genitori-differenze-in-base-alleta/
3. Essere il più possibile onesti e spontanei. È di fondamentale importanza rispondere alle loro domande tutte le volte che ne hanno bisogno. Può capitare che chiedano più e più volte la motivazione della separazione, che chiedano se i genitori torneranno insieme e di chi è la colpa. Anche se gli si è spiegato, bisogna ripeterglielo perché per un bambino, accettare la frattura della propria famiglia, rappresenta un processo lungo e complesso.
4. Bisogna cercare di capire anche il loro pensiero, domandargli come si sentono, dandogli la completa disponibilità a parlarne in qualsiasi momento. In questo modo si ha la sicurezza che non abbiano pensieri sbagliati o pesi emotivi che tengono dentro per paura di parlare con il genitore.
5. È importante evitare separazioni in casa che portano un genitore a dormire sul divano o in camera del figlio e magari costringere il piccolo/a a dormire nel letto matrimoniale con l’altro genitore. In questo modo gli si fa assumere un ruolo compensatorio che non è minimamente idoneo per la sua età.
6. Non si deve far fare ai figli da genitore al genitore, ossia assumere comportamenti troppo autonomi rispetto all’età, come per esempio essere loro a ricordare le cose al genitore o avere la funzione di contenitore o di valvola di sfogo.
7. NON si deve mai incolpare apertamente l’altro genitore davanti ai figli perché si va ad intaccare il ruolo genitoriale e non il ruolo di marito o moglie. I bimbi hanno il diritto di poter avere ancora tutti e due i genitori. Il bambino non è proprietà privata.
8. Bisogna sottolineare più e più volte che il problema NON sono loro e che la separazione non dipende da loro, ma dai genitori che non andavano più d’accordo e che questa situazione non andrà mai ad intaccare il bene che si prova e che non verranno mai abbandonati, neanche se ci dovessero essere altri fratellini o sorelline. I figli devono capire che anche se gli adulti non stanno più insieme, non significa che non gli vogliono ugualmente bene e soprattutto che, anche se uno dei due genitori va via di casa, non significa che li sta abbandonando o che sta andando via da loro.
9. Nei limiti del possibile, bisognerebbe fare la comunicazione della separazione insieme per rassicurarli, si è più credibili e si riesce a mantenere la stessa linea comunicativa, in modo tale da riuscire a dire le stesse cose, senza accusarsi reciprocamente.
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10. Bisognerebbe assolutamente evitare stravolgimenti nella vita dei figli. Cercare di rispettare il più possibile le loro abitudini. Anche il genitore che li vede tendenzialmente ogni 15 giorni e durante il fine settimana, non può impedirgli di partecipare a feste o giochi con gli amici semplicemente perché li vede poco. I figli non hanno colpa dei cambiamenti familiari e quindi non possono essere loro a rimetterci. I genitori dovrebbero creare una certa sinergia tra loro e nei limiti del possibile un’equa distribuzione degli impegni, cercando di garantire la presenza di entrambi nella vita e nelle attività dei figli.
11. Qualora si presentasse l’esigenza di cambiargli scuola, evitare il trasferimento durante l’anno in corso, ma attendere sempre la chiusura dell’anno scolastico, evitando così di creare un distacco anche dagli insegnanti e dai compagni di classe. Bisogna cercare il più possibile di garantirgli la continuità anche con le altre attività extrascolastiche in corso, come per esempio le attività sportive, la musica e lo studio delle lingue.
12. Nella nuova casa è importante ricreare uno spazio per i figli, magari allestendolo con loro, per farli sentire più a loro agio, in modo tale che riescano a sentire loro anche quello spazio. Sarebbe il caso di lasciare nell’armadio l’intimo e altri vestiti o qualche gioco, per evitare ogni volta inutili traslochi e perché capiscano che anche quella è casa loro.
13. Evitare in tutti i modi di far sentire i figli come pacchi postali, come per esempio lasciarli fuori dal portone, in mezzo ad una strada perché non si vuole incontrare o vedere l’ex-coniuge. Mi è capitato di seguire una perizia di parte in cui il bambino veniva lasciato dai genitori come un pacco all’angolo di una strada per evitare l’incontro.
14. Bisogna ricordarsi che è normale che i figli tentino di ricongiungere i genitori e che provino ad attuare strategie di avvicinamento. Non si deve colludere con queste manipolazioni, anzi vanno evitate le finte situazioni comuni che gli possono dare un’apparenza di ricongiungimento familiare. È importante ricordargli che la decisione è definitiva e soprattutto si devono evitare assurdi tira e molla illusori.
15. Il genitore prevalente deve garantire la continuità di vicinanza con l’altro genitore, anche telefonica, possibilmente senza intromettersi nelle comunicazioni, evitando di assistere alle telefonate e di fare da “sergente controllante”. Non bisogna obbligarli a mettere il viva voce per sentire quello che dicono o monitorare tutto quello che si scrivono attraverso le chat.
16. Evitare di parlare con l’ex coniuge attraverso i figli, come per esempio: “di a tuo padre” o “di a tua madre” etc…… i figli non vanno messi in mezzo nelle decisioni logistiche perché non è un peso che devono sostenere loro, almeno fin quando sono piccoli, dopo saranno più autonomi di esprimere le proprie esigenze.
17. Non vanno mai comunicate direttamente ai figli variazioni di orari e giorni di visite, ma solo all’ex coniuge. Non si deve parlare con loro di vacanze o di cambiamenti di attività o scuola o dell’acquisto di qualsiasi cosa che possa generare un conflitto aperto con l’altro genitore, senza averlo fatto prima in privato, perché qualora non si raggiunga un accordo, ci rimettono solo loro in quanto gli viene creata un’inutile illusione.
18. È importante essere molto chiari sui giorni di visita, sulle modalità per contattare i genitori e sulle decisioni e variazioni che si prendono man mano. Non si deve mai arrivare all’ultimo minuto a comunicargli che devono andare dall’altro genitore o che c’è una variazione di qualcosa. Questo consiglio ovviamente non vale quando ci sono emergenze e necessità improvvise che il bambino è perfettamente in grado di comprendere.
https://www2.adolescienza.it/sos/sos-genitori-adolescenti/sintomi-psicosomatici-nei-figli-di-genitori-separati/
19. La questione dei nuovi partner è molto delicata. Un nuovo compagno/a non andrebbe inserito in tempi troppo brevi perché bisogna dare ai figli il tempo di metabolizzare la separazione. Bisogna quindi fare le cose per gradi, rispettando i tempi dei figli, non i propri. Un nuova persona significa per loro rottura definitiva, alla quale comunque si devono abituare. Il nuovo partner non dovrebbe entrare in merito alle scelte e alle decisioni e non dovrebbe avere un ruolo educativo, ma supportivo e di sostegno.
20. Per rendere minimi gli effetti negativi della separazione genitoriale e/o di un eventuale divorzio, entrambi i genitori dovrebbero riuscire a garantire ai figli una continuità nella relazione affettiva, evitando conflitti aperti e strumentalizzazioni perché non si devono mai dimenticare che il figlio vive tra loro.
di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza


