Molti ragazzi studiosi che vanno bene a scuola, spesso vengono cercati dai compagni di classe per farsi passare i compiti tramite WhatsApp. Spesso non sanno come rispondere a queste richieste, che a volte diventano pressanti, e non sanno fino a che punto possono aiutarli.
Infatti, una mamma preoccupata ci ha scritto: “Mia figlia di 11 anni che ha appena iniziato il primo anno di medie, ha passato i compiti ad una sua compagna, che non definirei proprio sua amica, tramite lo smartphone. Da mamma cosa dovrei consigliarle? Lei teme che se non invia i compiti possa essere esclusa o diventare antipatica ai loro occhi, però dall’altra che si inneschi un meccanismo per il quale poi diventa la secchiona della classe e se ne possano approfittare.”
Certamente iniziare un nuovo anno non è sempre facile, considerando che conoscere i compagni ed essere accettati dal gruppo è uno dei bisogni più importanti, tanto da diventare facilmente motivo di ansia e preoccupazione.
I genitori in che modo possono aiutare i figli?
– Osservateli e mostratevi accoglienti. L’ascolto e la condivisione sono fondamentali, in quanto permettono ai vostri figli di sentirsi presi sul serio e di aprirsi con voi anche nei momenti di difficoltà. Mettersi nei loro panni potrà aiutarvi ad entrare in sintonia con loro mentre se restate fermi nella posizione di adulti, rischiate di drammatizzare oppure di banalizzare i loro atteggiamenti, i loro vissuti e le loro parole.
– Date valore alle loro emozioni. Esplorate le loro paure e i loro pensieri sulle fatiche che stanno incontrando nel rapporto con i compagni e nell’integrazione con loro. Devono sapere che con voi possono parlarne senza vergogna o timore, non tenersi dentro questo peso e trovare insieme la strategia più efficace per superare le varie difficoltà.
– No alle reazioni eccessive. Anche se non condividete questo scambio di compiti, non agite di impulso, magari prendendo il loro smartphone e scrivendo al posto loro nella chat. In questo modo, andrete solo a peggiorare la situazione, mettendo in imbarazzo i vostri figli. Fategli capire che hanno gli strumenti per fronteggiare questo tipo di situazioni, e che in caso di necessità voi ci siete sempre.
– Non fornite subito una soluzione. Ipotizzare insieme delle reazioni e delle risposte da dare ai compagni può permettere ai ragazzi di sentirsi più sicuri. Portateli a ragionare su quello che gli sta accadendo, stimolando la loro capacità critica, con l’obiettivo di insegnargli ad avere rispetto di se stessi e di mettere dei paletti quando qualcuno si approfitta di loro. Per proteggerli, infatti, non bisogna allontanarli da situazioni faticose ma permettere loro di imparare a tollerare anche eventuali frustrazioni e conflitti, perché solo in questo modo potranno crescere.
Certamente è necessario trasmettere loro sicurezza di fronte a situazioni nuove, facendoli sentire sostenuti, senza troppe pressioni, con un occhio vigile nel cogliere eventuali segnali che possono far pensare a un vissuto di disagio in classe.
Infatti, capita sempre più spesso che chi è più studioso, sia preso di mira dai compagni, venga escluso e sia costretto a passare i compiti, come se essere bravi fosse una colpa, e per questa colpa, si debba pagare obbligatoriamente pegno.
Sono ragazzi che sentono la pressione di chi non ha voglia di studiare, di chi li insulta e li offende se non ottengono l’aiuto imposto, e li considera solo per i compiti, perché per il resto gli rivolge a malapena la parola.
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