Sono innumerevoli i casi di violenza di genere fin dall’adolescenza. E’ molto più diffusa di quello che si possa pensare e ha delle dinamiche di violazione di spazi e di prevaricazione sovrapponibili a quelle delle coppie adulte.
Sul settimanale MIO di questa settimana abbiamo approfondito un argomento di grandissima attualità, ovvero la paura dei genitori che il proprio figlio possa finire in una relazione malata, che possa avere esiti tragici come accaduto alla povera Noemi.
Come si deve comportare un genitore quando non condivide la scelta del figlio?
Davanti ad un amore sbagliato la repressione e le imposizioni, servono veramente a poco, anzi si rischia in determinati casi di ottenere l’effetto contrario e di creare una sorta di coalizione, di “ci fanno la guerra e noi ci uniamo ancora di più”. Se un figlio ha problemi all’interno della relazione che sta vivendo, ha bisogno di essere accolto, non di essere respinto anche dalla famiglia. Si deve lasciare un canale di comunicazione genitore figlio sempre aperto, anche quando si viene informati di cose che non si sarebbero mai volute sentire.
Quando si può definire sbagliato un rapporto tra due adolescenti?
Quando, dopo una fase iniziale di “luna di miele”, la relazione e diventa compressione e non piacere, quando ci sono dubbi e timori, quando si ha paura dell’altra persona, delle sue reazioni, di ciò che può dire e che può fare, di come si comporta, della sua instabilità e del passaggio dall’amore assoluto alla messa in discussione di tutto.
Perchè i genitori spesso si accorgono del problema quando è troppo tardi?
I figli spesso non parlano per paura delle reazioni del partner, delle sue reazioni, di quello che può dire e fare, e poi spesso si vergognano di ciò che stanno vivendo, non vogliono fare soffrire i genitori, dargli ragione o altre preoccupazioni. A volte hanno paura delle reazioni che possono avere anche i genitori nei confronti del partner o nei loro confronti diventando assillanti e apprensivi o impedendogli di uscire liberamente.
La dott.ssa Maura Manca, presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, ha spiegato quali possono essere i campanelli d’allarme che i genitori devono saper riconoscere e le modalità più efficaci per aprire un dialogo con i figli.



