Gli adolescenti si trovano in una fase dello sviluppo in cui sono alla ricerca di una loro identità, iniziano a prendere le distanze dalle figure genitoriali, a imporre il loro punto di vista e a pretendere maggiore autonomia e indipendenza.
Rinchiudersi nella propria stanza, ritagliarsi un proprio spazio privato off-limits agli adulti o nascondere smartphone e tablet non appena si avvicinano mamma e papà per non mostrare loro quello che stanno facendo: sono alcuni dei comportamenti tipici dei figli che spesso, però, fanno innervosire o preoccupare gli adulti.
Tanti genitori ci raccontano, infatti, quanto sia difficile affrontare questa fase della crescita, soprattutto quando i ragazzi iniziano a chiedere maggiore privacy e non raccontano più tutto di sé come facevano da bambini. “Come posso comunicare con mio figlio se si chiude subito in camera ad ascoltare musica o chattare e non vuole che entri nessuno?”, “Come facciamo a monitorare quello che fa se cerca sempre di nascondersi?”.
La cameretta: uno spazio privato, vietato ai genitori
Per un adolescente la sua stanza è molto più del luogo in cui dorme o trascorre una parte del tempo libero: rappresenta il suo mondo, il suo rifugio. Ragazzi e ragazze manifestano sempre più il desiderio di avere uno spazio tutto loro, chiudono la porta, talvolta attaccando anche cartelli o segnali di divieto d’accesso, chiedono di non entrare mai senza bussare: è un bisogno di riservatezza che li spinge a mettere distanze tra sé e il mondo degli adulti.
I genitori possono sperimentare la sensazione di un muro che i ragazzi tirano su per tenerli al di fuori della loro vita.
È fondamentale, anzitutto, capire che questi comportamenti fanno parte dei cambiamenti fisiologici che i ragazzi affrontano, senza drammatizzare subito quanto sta accadendo, ma facendo attenzione ai loro segnali e mantenendo sempre aperto la comunicazione con i figli.
La difficoltà maggiore, infatti, che spesso ci si trova ad affrontare come genitori sta nel trovare quel giusto equilibrio tra condivisione e rispetto degli spazi più intimi, senza risultare invadenti o pressanti per i ragazzi e senza trasformarsi in un amico, mantenendo il proprio ruolo di adulto di riferimento.
Come reagire alla porta chiusa della camera dei figli?
Cercate di non reagire in modo impulsivo perché la vostra ansia potrebbe scatenare ancora più rabbia nel figlio, che non si sente rispettato nelle sue esigenze, ma rispettate la sua richiesta di bussare e aspettare prima di entrare. Costringere i ragazzi a tenere la porta sempre aperta, obbligarli a parlare o a mostrarvi in qualunque momento ciò che stanno facendo online, può avere l’effetto opposto, portandoli a chiudersi ancora di più.
Non dovete arrendervi o rimanerci male se si allontanano, perché in quella stanza c’è un adolescente che, anche quando chiuderà la porta lasciandovi fuori, ha comunque bisogno di voi.
Rispettate i loro spazi e fate sentire il vostro interesse verso ciò che li riguarda. Da qui si può partire per trovare un vero equilibrio tra condivisione e rispetto degli spazi.
Non smettete mai di osservarli e guardarli negli occhi! Al di là del tempo che trascorrono in stanza, se iniziano a rifiutare le occasioni sociali, a trascurare amici, sport e scuola, potrebbe allora esserci una difficoltà più profonda, che necessita di essere compresa e ascoltata.
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