L’adolescenza è un periodo dello sviluppo che rappresenta il passaggio dall’infanzia all’età adulta, che va quindi da circa i 12 fino ai 19/20 anni. Il termine adolescenza, infatti, significa CRESCERE.
Gli anni dell’adolescenza si configurano come gli anni della sperimentazione di sé, di un’incertezza di fondo, durante i quali non è sempre chiaro chi si è, che cosa si vuole, che cosa piace, in che cosa si crede e soprattutto quale sia la propria meta.
In questi anni di prove e sperimentazioni, si vive con incertezza la propria identità, cercando di comprendere quali sono i propri gusti, i propri credo, i propri obbiettivi. Le regole, i modelli, i valori che fino a quel tempo valevano, ora non valgono più. In questa fascia di età gli adolescenti comunicano quello che hanno dentro con modalità non comprensibili e accettabili agli occhi del genitore.
In questa fase si compiono una serie di cambiamenti fisici sotto l’influsso di processi di maturazione biologica, tant’è che fisiologicamente l’adolescente ora è un adulto. L’adolescenza si snoda tra due polarità: la DIPENDENZA e l’AUTONOMIA, tant’è che fa spesso richieste ambivalenti perché vuole essere allo stesso momento, protetto e indipendente.
Questi aspetti generano conflitti nei genitori che non sanno più come comportarsi e si rendono conto che le modalità utilizzate quando erano bambini, non possono più essere funzionali.
Il processo di individuazione dell’adolescenza è accompagnato da sentimenti di isolamento, di solitudine, di disorientamento. La consapevolezza che l’infanzia è finita crea, da una parte la voglia di diventare grandi per uscire di più, dall’altra un senso di pressione e di timore.
L’adolescenza termina quando è ben chiaro chi si è, dove si vuole andare e quando si è pronti a costruire rapporti stabili e significativi, anche con se stessi.





