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Ti è mai capitato di non riuscire a prendere le decisioni giuste in preda alle emozioni o di esserti poi pentito?

Ti sei mai chiesto perché non si prendono le decisioni in preda alle emozioni?

Quando abbiamo una forte reazione emotiva siamo altamente condizionati e il tanto decantato istinto, quello che ci dovrebbe guidare verso la decisione giusta, non è poi così affidabile.
Prima di prendere decisioni in preda alle emozioni dovremmo imparare a stare nelle emozioni per evitare pentimenti e sensi di colpa altamente tossici per la nostra salute psicofisica.

“La tua mente è come quest’acqua, amico mio: quando viene agitata diventa difficile vedere, ma se le permetti di calmarsi la risposta ti appare chiara”, spiegava il maestro Oogway nel film Kung Fu Panda.

Se siamo molto felici, ci viene quasi automatico fare promesse, prendere decisioni proiettate verso il futuro senza capire che ci stiamo proiettando nel dopo, stiamo andando avanti, senza stare nel presente. Significa non essere felici oggi perché stiamo pensando a come esserlo domani. Faremo, andremo, potremo e l’oggi svanisce piano piano, diventa sempre meno presente.

“Ieri è storia. Domani è un mistero ma oggi è un dono, per questo si chiama presente”, spiega sempre il maestro Oogway.

Lo stesso vale quando viviamo nel passato, nella melanconia di ciò che è stato, delle cose che non ci sono più e di ciò che poteva essere. Viviamo le emozioni di un tempo che non c’è più, di una condizione che non possiamo cambiare, annullando il presente. Ed è così che si alimentano i rimpianti e si costruiscono i muri della tristezza e della delusione. Ed è così che si prendono le decisioni meno appropriate, perché intorno a noi vediamo solo la nostra valle di emozioni negative e continuiamo a coltivare il nostro terreno con il concime della negatività, sperando magari che nasca qualcosa che non potrà mai nascere. Tutto questo alimenta solo un circolo vizioso di aspettative e delusioni senza fine.

Dobbiamo prendere le forbici della vita e tagliare questo filo invisibile che ci ancora al passato, che ci fa rimanere impantanati dove siamo, eliminando i rami secchi e permettendo al nostro Io-pianta di fiorire e rinascere sfruttando le sue risorse interne.

Se le acque sono agitate, come il nostro mondo interno, non potremo mai vedere chiaro.

Anche quando siamo in preda alla rabbia dovremmo imparare a tacere.

In quei momenti abbiamo l’impulso di distruggere e, quando quel vortice interno si trasforma in azione, rischiamo di rovinare quello che abbiamo costruito con molta fatica. In tanti casi, in preda al dolore e alla rabbia si arriva anche a farsi del male, ad autosabotarsi o ad autodistruggersi.

E vi svelo un segreto che in pochi sanno: non è vero che sfogare la rabbia è un toccasana per la nostra mente. Si ha una sensazione illusoria di benessere quando in realtà si rinforza il problema.

“Le emozioni passano, le conseguenze delle nostre scelte rimangono” (Maura Manca)

Non c’è un metodo magico, adattabile e funzionale per tutti. Non esiste un vestito taglia unica per gestire le emozioni. Non c’è un’unica strada da percorrere. Diffidate da chi vi spaccia metodi unici e miracolosi.


Esiste una strada, o meglio, un percorso mentale che si può intraprendere per arrivare a un equilibrio mente e corpo ed è il cammino della conoscenza e dell’allenamento mentale.


Non è un lavoro immediato e facile; al nostro cervello i cambiamenti non piacciono, troppa fatica, meglio rimanere incastrati nelle conosciute vecchie abitudini. La conoscenza è la molla che ci porta a conoscere gli errori, le scorciatoie e i meccanismi del nostro cervello e ci insegna a sfruttarli in modo funzionale invece che subirli passivamente e lamentarci o attribuire le colpe a chissà quale incastro astrale o alla sfortuna.
Solo così ritroveremo una sorta di equilibrio interiore e potremo prendere decisioni più pertinenti.

I grandi traguardi si raggiungono con i piccoli passi, non bisogna pensare di imparare a farlo in un attimo, non esiste l’interruttore del cambiamento, esiste l’allenamento al cambiamento perché nella crescita personale e mentale non esiste un arrivo, esiste un viversi e godersi il processo di cambiamento perché la vita non è altro che una sfida quotidiana e la felicità è il frutto della nostra intelligenza.

Ricordatevi una cosa importante: non possiamo controllare tutto, possiamo imparare a viverlo. Più sai, meglio vivi.

 

Negli episodi 26 e 34 del mio podcast BEcoME parlo dell’importanza delle scelte e su come prendere decisioni difficili con sicurezza e senza sentirti in colpa.

Puoi anche cliccare su questi due link e accedere direttamente:

 

di Maura Manca

*La foto di copertina è stata generata con l’uso di intelligenza artificiale