Continuano a dilagare le maxi-risse giovanili nei fine settimana: una a Gallarate, in provincia di Varese, dove è stata denunciata una ragazza di 18 anni, e una a Parma che ha coinvolto una cinquantina di ragazzi. Cosa sta succedendo?
Si tratta di ragazzi sempre più violenti che agiscono in gruppo, utilizzando la forza fisica con l’intento di far male e aggredendo anche per futili motivi.
Ci sono tantissimi adolescenti violenti che cercano solo il modo di sfogare ciò che hanno dentro, arrivano a picchiarsi per colmare un noioso vuoto interno che li porta a deviare e a vivere questi comportamenti come “normali”.
Ciò che preoccupa maggiormente è proprio la superficialità con la quale questi ragazzi si comportano in modo aggressivo, ritenendolo un banale gioco e un momento di divertimento.
Sicuramente il mezzo tecnologico ha creato un’amplificazione della situazione, facendola diventare un evento a cui partecipare: i ragazzi si danno appuntamento sui social per picchiarsi, per far parlare le loro “gesta” che diventano spettacolo.
Dai dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, è emerso che il 30% dei ragazzi ha partecipato ad una rissa e che sempre più giovani ricorrono all’utilizzo di armi come coltelli, tirapugni, spranghe.
Quello che stanno vivendo i ragazzi, in questi ultimi mesi di pandemia, può aver influito sui loro comportamenti e sul loro stato emotivo? Cosa manca a questi giovani?
Ne abbiamo parlato il 12 gennaio 2021 insieme alla dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, nella trasmissione Che Giorno E’, su Rai Radio 1, condotta da Francesca Romana Ceci e Massimo Giraldi.
Ascolta l’intervento a partire dal minuto 19.10:
https://www.raiplayradio.it/audio/2021/01/CHE-GIORNO-E-79627665-88a9-4759-b607-abb806e8c85d.html


