Cara mamma ti scrivo,
perché il tuo è il lavoro più difficile, perché tante volte è così faticoso capire cosa si nasconde nella mente di tuo figlio, quando i suoi comportamenti sembrano incomprensibili e possono suscitare tanta rabbia e frustrazione.
Cara mamma,
cerca di andare oltre, sintonizzati con lui, cerca di comprendere ogni segnale che ti manda e cerca di non farlo sentire mai solo.
Insegnagli ciò che è giusto partendo dal tuo esempio, perché i tuoi comportamenti lo condizioneranno nelle relazioni e nelle sue scelte future!
Cara MAMMA ecco allora 5 consigli per essere una mamma efficace:
– MAMMA COMPRENSIVA: cerca di capire il mondo dei figli, il loro modo di pensare, di esprimersi, di esplorare, sostienili nella loro ricerca di autonomia e indipendenza, spiegando l’importanza di confini e limiti che li proteggano durante il loro percorso di crescita.
– MAMMA CURIOSA ma NON INVADENTE: interessati e fatti vedere curiosa di quello che fanno, di quello che sono e dei loro interessi perché, anche se non lo dimostrano, hanno bisogno della tua vicinanza, approvazione e considerazione. E’ importante che ti faccia coinvolgere in quello che fanno per il piacere della condivisione.
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– MAMMA NON GIUDICANTE: metti da parte il dito puntato, accompagnato da giudizi e critiche gratuite anche quando non condividi una loro decisione, una scelta o un comportamento. Se devi obiettare fallo su ciò che hanno fatto, NON sulla loro persona come per esempio “hai fatto una cosa sbagliata“, piuttosto che “sei un bambino cattivo” o “così fai soffrire mamma“. Favorisci un dialogo con loro per comprendere le motivazioni più profonde e per trovare insieme un compromesso, perché a volte dietro un comportamento oppositivo si nasconde una richiesta di attenzione o di aiuto. Se sanno che troveranno un muro invalicabile, probabilmente si rivolgeranno altrove o si terranno tutto dentro.
– MAMMA NON SVALUTANTE: le parole hanno un peso ed un valore e bisogna stare attenti durante le discussioni. Evita di alzare la voce, di usare parole offensive e di ricorrere alle punizioni. Se perdono la fiducia in te, si chiudono e non costruiranno mai un dialogo e le risposte saranno sempre superficiali. In caso, la punizione deve essere contestualizzata e motivata, non accompagnata dal “Perché lo dico io!”. L‘autorità genera obbedienza apparente per paura delle ritorsioni, non comprensione e rispetto. Quando saranno più grandi rischi solo di perdere il ruolo e di non controllarli più o comunque che diventi una lotta troppo stressante per tutti e due.
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– MAMMA PRESENTE: cerca di ritagliarti dei “momenti vostri” da condividere con il figlio nonostante la stanchezza, il lavoro e i tempi frenetici. Non è importante la quantità, ma la qualità del rapporto. Anche se dimostrano di essere “grandi e grossi” hanno ancora bisogno dell’affetto materno e di sapere di avere una persona su cui contare. Anche se man mano che crescono esternalizzano sempre meno l’affetto nei vostri confronti non scoraggiatevi perché è un percorso naturale di crescita. Il legame con il genitore è a livello mentale, la sicurezza l’hanno appresa nei primi anni di vita e ci hanno costruito sopra la BASE SICURA su cui camminare.
– LA MAMMA E’ SEMPRE LA MAMMA. Non permettergli mai di fare il genitore al genitore, di corrispondere alle tue esigenze, di prendersi cura di te, ha bisogno di fare il bambino, NON di preoccuparsi per ciò che accade in famiglia. Non cercare riconoscenza e non ti aspettare che ti ringrazi perché fai la mamma perché lo farà per tutta la vita, facendo le scelte giuste, vivendo la sua vita e con il suo sorriso. Significa che sei stata una brava mamma e questo è il senso dell’essere genitore, mettere un biglietto di andata verso l’autonomia nella VALIGIA DELLA VITA DEL FIGLIO.
https://www2.adolescienza.it/sos/sos-genitori-adolescenti/la-valigia-della-vita-accompagnera-tuo-figlio-in-tutto-il-suo-viaggio/
di Maura Manca, Psicoterapeuta






