Uno degli aspetti per cui si lamentano i genitori è il poco tempo che trascorrono insieme ai figli preadolescenti o ormai adolescenti.
Se prima, quando erano bambini, stavano sempre con mamma e papà, parlavano con loro, li ascoltavano e chiedevano consigli, ora entrano più in contrasto, sono pronti a dire no a tutto quello che propone o richiede il genitore e pretendono molta più autonomia.
È vero, i contrasti tra genitori e figli adolescenti creano distanza, ma gli adulti non devono fare l’errore di chiudersi o allontanarsi ancora di più, dando per scontato che tanto i ragazzi non li cercano e non si hanno più tante cose in comune.
Molte volte i genitori rischiano di restare ancorati esclusivamente a frasi come “hai fatto i compiti?”, “a che ora torni?”, “hai riordinato la tua stanza?”, mentre c’è bisogno di un equilibrio tra complicità e autorevolezza, affinché i figli non vedano il genitore come un nemico e lo facciano entrare almeno in parte della loro vita.
Gli adolescenti hanno bisogno di coltivare i loro interessi, di trascorrere molto più tempo in compagnia degli amici, piuttosto che con la famiglia: tutto questo è assolutamente normale e fisiologico, il figlio sta crescendo e bisogna accettarlo. Questo non significa che per i figli, voi genitori non contiate più nulla o che non abbiano più bisogno di voi, anzi, ma sappiate che NON VE LO DIRANNO MAI o comunque non lo faranno in modo così esplicito, e si aspettano piuttosto di essere anticipati, compresi e cercati dal genitore.
Condividere momenti spensierati insieme. Perché è importante?
Ci si dimentica molte volte che, al di là del divario che si può creare tra genitore e figlio e delle discussioni, si possono sempre creare occasioni per stare insieme, nutrire il rapporto e divertirsi. È fondamentale ritagliarsi dei momenti, anche molto semplici, di condivisione e divertimento, differenti dalla routine quotidiana dettata dai ritmi lavorativi e scolastici.
Si resta spesso focalizzati sul fatto che si hanno gusti e interessi diversi, a volte si attaccano quelli del figlio e si vorrebbero imporre i propri. Se proponete attività che appassionano solo voi e che annoiano loro, non facilitate le cose e andrete più facilmente incontro ad un rifiuto del figlio a fare qualcosa insieme.
L’aspetto importante non è l’attività in sé, ma il fatto di stare insieme, parlare e condividere un tempo di qualità.
I ragazzi vogliono anche vedere che i genitori si interessano a loro e al loro mondo: mettetevi, quindi, nei panni di vostro figlio per proporgli qualche attività da fare insieme, come andare al cinema a guardare un film che a lui piace, fare shopping, fare sport, cucinare, fare un viaggio, divertirsi ai videogiochi. Sono tutti momenti positivi che aiutano a rinforzare la relazione.
In fin dei conti anche al genitore fa bene riprendere un rapporto con un figlio e condividere con lui momenti divertenti, perché questo significa conoscerlo, sapere come ragiona, cosa pensa, cosa gli piace, come si approccia alla vita, significa esserci ed essere un punto di riferimento, in caso di bisogno.
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