Si tratta di un argomento assai dibattuto quello che vede l’utilizzo o meno dello smartphone e della tecnologia tra i banchi di scuola. E’ il Garante della Privacy a cercare di fare chiarezza, stilando un vademecum per spiegare le nuove regole da seguire a scuola per evitare che i dispositivi elettronici vengano utilizzati in maniera distorta e irrispettosa.
La nuova guida redatta dal Garante “LA SCUOLA A PROVA DI PRIVACY” (http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/5601934) permette di favorire il rispetto reciproco, la tutela alla riservatezza e di orientare le famiglie e le istituzioni rispetto all’utilizzo della tecnologia in classe. Aspetti importanti che è bene che siano trattati all’interno del contesto scolastico, il quale ha la funzione di accompagnare ed educare la generazione 2.0 ad un uso sano e consapevole della tecnologia, di affermare e trasmettere ai ragazzi quei principi e quei valori riguardo il rispetto della dignità propria e altrui e della sfera più intima delle persone.
Ecco le 4 novità da conoscere che coinvolgeranno i vostri figli:
Tablet e smartphone sì, ma con cautela e responsabilità
Il Garante sottolinea come gli studenti possano avere libero accesso al cellulare a scuola e che spetta alle istituzioni scolastiche regolarne o inibirne l’uso in classe, senza perdere di vista l’educazione ad un uso responsabile e consapevole di questi strumenti. È importante dunque ponderare l’utilizzo di smartphone e far sì che ci sia, anche da parte del corpo docente, la capacità di valutare le diverse situazioni e far passare agli studenti il messaggio che ogni azione in rete può avere delle ripercussioni negative nella vita reale per un periodo di tempo indefinito.
Educazione digitale: i ragazzi devono essere consapevoli dei rischi
I ragazzi devono essere a conoscenza che non si possono diffondere i dati di altre persone o materiali che le riguardano, pubblicandoli ad esempio su Internet, senza prima informarle adeguatamente e averne ottenuto il consenso esplicito. Spesso avviene che una foto o un video inviato ad un compagno venga poi divulgato e inoltrato ad altre persone, attivando così una diffusione a catena del materiale privato, che significa incorrere in gravi violazioni del diritto di riservatezza con conseguenti sanzioni e incorrere in reati perseguibili dalla legge.
Contrastare attivamente cyberbullismo, sexting e discriminazione
Bisogna porre particolare attenzione a ciò che avviene a scuola, cogliere i segnali d’allarme e notare eventuali “comportamenti anomali e fastidiosi” sui social network o nelle chat di messaggistica istantanea. Nel caso in cui si è vittima di prevaricazioni, di cyberbullismo e di violazione della propria area intima e privata, di comunicarlo tempestivamente, prima che la situazioni peggiori. Se si nota che qualcuno è insultato o denigrato da compagni o altre persone, bisogna informare i compagni, i professori, i genitori stessi e, nei casi di violazione, coinvolgere l’istituzione scolastica o lo stesso garante della privacy per segnalare l’abuso. Dai recenti casi di cronaca si evince, infatti, che tali fenomeni sono in netto aumento provocando seri danni nei più giovani.
Comunicazioni efficaci e dirette con le famiglie
Le famiglie devono essere informate e hanno il diritto di essere a conoscenza degli avvenimenti scolastici ma allo stesso tempo è importante sempre tutelare i minori. Infatti, nelle comunicazioni pubbliche e nelle circolari non devono esserci dati personali che rendano identificabili gli specifici alunni coinvolti, ad esempio nei casi di bullismo o in altre vicende delicate, al fine di proteggere i ragazzi dalle gogne.
Sicuramente, gli adolescenti di oggi, vivono perennemente connessi alla rete, in continuo contatto con lo smartphone, diventato un prolungamento della loro identità e personalità, ed è indubbio che non si possa prescindere dalla tecnologia anche a scuola.
Ed è proprio per tale ragione che è importante regolamentarne l’utilizzo in modo tale da sfruttarne al massimo le potenzialità e le risorse, cercando di evitare di incorrere in pericoli e abusi che mietono purtroppo ancora moltissime vittime tra i giovanissimi.


