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È ripartita la caccia all’untore. Adesso assisteremo a nuove forme di bullismo, quelle legate al Covid.

Dal cyberbullismo nella Didattica Digitale alle aggressioni a chi ha contratto il Covid che, a detta dei bulli, ha costretto tutti gli altri a stare a casa. Come se fosse una colpa, come se non fossimo tutti sulla stessa barca.

Purtroppo non avviene solo tra i ragazzi questa sopraffazione dell’altro. Tantissime persone sono terrorizzate dal contrarre il virus non tanto per la malattia, quanto per le reazioni o aggressioni fisiche o verbali che possono subire da parte di chi gli sta intorno. Uno stress nello stress.

Ci sono persone che si sentono in colpa per essere “untori”, altre terrorizzate dal poter contagiare parenti e amici ed essere la causa del loro star male. Ci sono tanti irresponsabili, è vero, ma il Covid non guarda in faccia a nessuno. Bisogna stare attentissimi nel rispetto di se stessi e degli altri e non possiamo usare anche la scusa del Covid per essere violenti nei confronti degli altri, per bullizzare chi ci sta intorno.

Chi è a conoscenza di un simile comportamento deve reagire e aiutare chi è preso di mira. I compagni, gli amici e i conoscenti devono fermare il diffondersi del bullismo, altrimenti diventano complici. Solo così il bullismo non può attecchire.

di Maura Manca

https://www2.adolescienza.it/bullismo-e-cyberbullismo/prevaricazioni-online-ai-tempi-del-coronavirus-cosa-accade-negli-smartphone-dei-ragazzi/