“Ascoltare vuol dire capire ciò che l’altro non dice.” (Carl Rogers)
Sembra un paradosso ma a volte si ha paura di ascoltarli veramente. Non è facile ascoltare un figlio quando soffre, quando non sta bene, quando racconta delle dure verità, quando magari non si sono viste tante cose che si potevano vedere. L’ascolto però è quella condizione necessaria per riuscire a dargli un solido appoggio emotivo, per fargli sentire la presenza.
Anche loro sono carichi di paure, non è vero che gli scivola tutto, anzi, spesso, più fanno i duri, più sono fragili, hanno una corazza, sono orgogliosi, non la vogliono “dare vinta” al genitore e questo braccio di ferro non è espressione di forza, ma di vulnerabilità e bisogno di riconoscimento.
Quando vengono effettivamente ascoltati nel loro essere, anche nei modi “sbagliati” di manifestare il loro mondo interno, cambiano atteggiamento, aprono quella porticina che sembrava blindata e piano piano fanno entrare il genitore. Aprirsi all’altro fa paura anche perché viviamo in una cultura in cui viene trasmesso che bisogna essere forti e che aprirsi significa scoprire un fianco, essere vulnerabili.
L’ascolto è uno strumento potentissimo che permette di entrare in contatto con l’altro. Per questa ragione bisogna capire la sua importanza e allenarsi. Ci vuole pazienza perché si trovi una modalità efficace soprattutto quando le dinamiche precedenti erano basate su una modalità poco funzionale.
Non si può pensare che possa cambiare una relazione problematica o in alcuni casi legami basati su dinamiche patologiche, con uno schiocco di dita. E non si può neanche gettare subito la spugna e pensare che sia una perdita di tempo se i risultati non sono immediati. Serve pazienza, allenamento e fiducia in quello che si sta facendo. Allenare l’ascolto è molto difficile, ma è la chiave per il successo familiare.
Non c’è ascolto senza empatia: “Avevo paura di raccontare cosa mi fosse successo, non c’è niente di più perforante dello sguardo di una persona a cui fai pena. L’empatia è un’altra cosa: chi è empatico capisce, si cala nei tuoi panni, ti fa sentire il più normale possibile perché comprende davvero il tuo stato d’animo. A volte hai solo bisogno di presenza, non di parole, non ti servono risposte o soluzioni, ti serve semplicemente sapere che l’altra persona è lì” (tratto da Leggimi nel pensiero di Maura Manca).
La mancanza di ascolto porta spesso a incomprensioni e discussioni….
Clicca sul link per continuare a leggere tutto l’articolo sul Magazine Family Health pubblicato il 6 aprile 2021:
http://magazine.familyhealth.it/2021/04/06/fondamentale-ascoltare-figli-consigli-pratici/


