I figli crescono e iniziano a fare richieste pressanti, a voler stare più tempo fuori di casa, soprattutto in estate, rivendicando la propria autonomia.
I genitori devono cercare di ammorbidire un po’ alla volta la presa dal figlio, mantenendo sempre un occhio vigile su di lui, lasciandogli spazio per sperimentare, ma nei momenti opportuni essere in grado di recuperarlo.
Solitamente verso i 12 anni i ragazzi cominciano a fare richiesta di uscire più spesso e anche di sera. Ma qual è l’età giusta in cui concedere maggiore autonomia? Non c’è una risposta univoca per tutti, dipende dal singolo caso, dal livello di maturità psicologica e dall’ambiente in cui si vive.
Non bisogna dimenticare però che va fatto un passo alla volta, senza bruciare le tappe.
Ecco qualche consiglio per i genitori
1. Se gli consentite di uscire, non dimenticate di DARE DEI LIMITI. Maggiore autonomia non significa lasciare il figlio allo sbaraglio. Concedere ad un preadolescente di rincasare la mattina del giorno dopo, significa esporlo a dei rischi, in un’età in cui non è ancora in grado di darsi dei limiti da solo.
2. STABILITE DELLE REGOLE INSIEME. Il genitore deve fungere da contenimento, per cui le regole devono essere chiare e definite in modo fermo e coerente. È importante anche che siano discusse e decise in maniera equilibrata per far sì che siano interiorizzate e comprese dal ragazzo.
3. LE REGOLE VANNO RISPETTATE. Bisogna, specialmente all’inizio, monitorare le prime uscite e i comportamenti del figlio. È importante mantenere sempre una coerenza con quanto concordato ed essere un punto di riferimento stabile. Se il ragazzo infrange le regole, parlatene e confrontatevi con lui, cercate di capire le sue ragioni e ridefinite gli accordi.
4. DATE SEMPRE DELLE SPIEGAZIONI. Piuttosto che vietare o punire, spiegate il motivo per cui vi aspettate un certo tipo di comportamento: le regole sono date per tutelare la crescita dei figli ed evitare che possano mettersi nei guai. È importante che non ci sia rigidità nel darle e che il ragazzo comprenda realmente il motivo per cui prendete delle decisioni, parlando anche dei rischi che si possono correre nelle diverse situazioni.
5. VALUTATE LE DIVERSE RICHIESTE. Le regole non devono essere assolute, vanno anche tarate in base al tipo di attività che chiede di fare il ragazzo. Ad esempio, mangiare una pizza con gli amici è diverso dal fare una festa in casa o andare in discoteca. Ricordate che, se da un lato le feste in casa con gli amici possano sembrare più innocue delle uscite fuori, dall’altro è bene non lasciare completamente carta bianca ai ragazzi e far sì che ci sia un adulto nei paraggi che possa monitorare la situazione.
6. FIDUCIA RECIPROCA. Spiegate la necessità di definire gli orari, di conoscere i luoghi frequentati e di essere avvertiti in caso di imprevisto o problema. Le concessioni devono essere graduali, col tempo le regole possono essere ridefinite ma, se la fiducia si incrina, è possibile anche fare dei passi indietro rispetto a quanto previsto inizialmente.
7. NO AL CONTROLLO ECCESSIVO. Se si dà fiducia, si deve dare la possibilità al ragazzo di sperimentare l’autonomia. Evitate di attaccarvi al telefono e chiamarlo ogni 10 minuti durante la serata o ad andare in ansia se ritarda qualche minuto. Rischiate in questo modo di ottenere il risultato opposto. Definite le regole con chiarezza e fidatevi di loro, se dimostrano di essere in grado di rispettare gli accordi.
8. MANTENETE APERTA LA COMUNICAZIONE. Solitamente a quest’età, i ragazzi si chiudono nel silenzio e comunicano per lo più tramite gesti. È importante cogliere i segnali e mantenere aperto il dialogo rispetto a ciò che vive il figlio: evitate il terzo grado e fate domande che mostrino un reale interesse per le loro esperienze. I ragazzi hanno bisogno di allontanarsi ma di essere certi che, quando hanno bisogno, voi sarete lì ad ascoltarli.
Il percorso di autonomia dei figli va favorito e costruito gradualmente, delimitandone man mano i giusti confini, senza essere né troppo permissivi né autoritari.
I genitori devono permettere al ragazzo di fare le sue esperienze di crescita, pur restando dei punti di riferimento stabili.


