Capita sempre più spesso che i figli, alle porte della preadolescenza e spesso anche prima, chiedano non solo di utilizzare lo smartphone ma anche di aprire un profilo sui social network.
“E’ divertente!”, “Ce l’hanno tutti i miei compagni di scuola!”, “Lo uso solo per le foto”, “Non accetto l’amicizia di chi non conosco!” sono le frasi che i figli dicono ai genitori per convincerli.
Da Instagram, a Youtube, a Musical.ly sono tante le applicazioni frequentate da giovanissimi e, in un’epoca in cui bambini molto piccoli iniziano ad utilizzare smartphone e app di ogni tipo, è difficile far capire ai figli il motivo per cui non si è molto d’accordo, i rischi e il modo in cui tutelarsi.
Un dato poi da non sottovalutare è che i genitori molte volte non conoscono tutti i social network, il loro funzionamento e le insidie che possono nascondere e, ignari delle attività che i figli svolgono in rete, possono accettare di fargli aprire i profili o rischiare di lasciarli impreparati a navigare in rete.
Quando un figlio vuole aprire un profilo sui social, cosa devono sapere i genitori?
1. Possono sembrare semplici app, invece sono social network! Molto spesso, i genitori scoprono queste applicazioni quasi per caso, non sanno bene di cosa si tratti e possono sottovalutarne gli aspetti. Magari pensano che siano dei semplici video, dei filtri per creare foto simpatiche, mentre si tratta di veri e propri social network, dove è possibile seguire degli “amici”, scorrere nella bacheca i contenuti degli altri, commentarli e condividerli, inviare messaggi privati.
2. Ogni social ha dei limiti di età. Tutti i social network prevedono un’età minima per iscriversi: per i principali social e chat bisogna avere almeno 13 anni, ma come spesso succede, si inserisce una data di nascita falsa e il gioco è fatto. Significa però che si sta mentendo e, se si vuole educare i figli ad un uso consapevole della rete, bisogna anche sapere che, ogni volta che si apre un account, si sta sottoscrivendo un contratto. Molti genitori, ad esempio, non sanno che fino ai 14 anni, i responsabili diretti di ciò che succede in rete sono proprio loro stessi.
3. I pericoli sono dietro l’angolo. I social hanno sicuramente tutta una serie di strumenti che, se usati correttamente, permettono di comunicare, mantenere relazioni, scambiarsi contenuti, ma serve anche molta attenzione. Sulle piattaforme si trovano contenuti di ogni tipo, che non sono sempre adatti all’età dei figli e si può venire a contatto con chiunque. Un bambino di 7-8 anni non ha ancora sviluppato la capacità di considerare tutte le possibili conseguenze negative di un gesto online o le reali intenzioni di chi sta dall’altra parte dello schermo.
Non è neanche detto che a 13 anni siano sicuramente in grado di farlo: il rispetto del limite d’età deve anche essere accompagnato dal valutare se i figli hanno un livello di maturità, di conoscenza e consapevolezza per sfruttare al meglio le risorse dei social, senza esporsi ai rischi.
Come comportarsi con i figli?
PRIMA DI DARGLI UNO SMARTPHONE O FARGLI APRIRE UN PROFILO, BISOGNA PREPARARLI.
Piuttosto che vietare e basta l’utilizzo dei social network, è fondamentale APRIRSI AL DIALOGO per comprendere il loro punto di vista, le loro esigenze e, anche se si decide che è meglio aspettare per l’apertura dell’account, dovete spiegare bene le motivazioni e cercare di utilizzare questo tempo per accompagnarli verso un uso sicuro e consapevole dei social. Ricordatevi che, se vogliono, possono aprirlo di nascosto o usare quello dell’amichetto, quindi, è meglio che siate partecipi delle loro intenzioni.
Non mantenete le distanze, avvicinatevi al mondo delle chat e dei social network, perché è il loro mondo, non solo rispetto alle app più conosciute o che utilizzate anche voi, ma INFORMATEVI SULLE APP DI TENDENZA per conoscerne i meccanismi, facendo vedere ai figli che si è “sul pezzo”.
In questo modo, potete ad esempio UTILIZZARE UN SOCIAL INSIEME A LORO, per aiutarli attraverso esempi concreti ad usarli in sicurezza, facendoli riflettere rispetto a tutto quello che può accadere e a come tutelarsi, stabilendo con loro delle regole da rispettare.
Dovete in maniera graduale ACCOMPAGNARLI AD UN USO AUTONOMO E SICURO, dove la vostra presenza e il vostro monitoraggio non devono mai mancare: senza risultare invadenti, dovete far capire ai figli che conoscete le applicazioni, sapete di cosa si sta parlando e che voi ci siete nel caso in cui avessero un dubbio, una curiosità o un problema, così da non lasciarli soli in caso di necessità.
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