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Una ricerca della condivisone, del rendere partecipi gli amici virtuali su tutto ciò che si vede e che si fa, tutto in tempo reale, senza fermarsi davanti a niente e nessuno a quanto pare.

A Roma un cliente di un centro commerciale ha avuto un malore ed è morto; l’episodio ha attirato gli altri clienti che si sono accalcati per fare foto e video con gli smartphone costringendo il direttore a chiudere l’intero supermercato. Un altro episodio, ancora più significativo, è accaduto a Crema dove la gente si è messa a filmare con il cellulare una donna che si dava fuoco piuttosto di soccorrerla.

L’aspetto che deve far riflettere è che gli autori di questa barbarie tecnologica non sono adolescenti, non sono quei giovani tanto criticati per un uso distorto della tecnologia. Sono adulti, quegli adulti che fanno la morale e che criticano i ragazzi.

Le immagini e i video hanno superato ormai la potenza della parola e sono diventati testimoni della nostra vita. Non ci si ferma davanti a niente e davanti a nessuno, neanche davanti alle tragedie. 

C’è una spettacolarizzazione di tutto, anche la morte, dagli omicidi, alle tragedie, oggi, tutto che diventa potenzialmente contenuto di un post da condividere del web.

Cosa sta succedendo? Perché si ha la smania di fotografare e filmare tutto con il cellulare? 

Su queste tematiche ha risposto la dott.ssa Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, a Melog – Il piacere del dubbio, su Radio 24, con Gianluca Nicoletti, nella puntata del 3 settembre 2020.

Ascolta l’intervento a partire dal minuto 06.18:

https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/melog/puntata/melog-home-edition-splatterfilia-smartphone-121759-ADG1twm?refresh_ce=1