Smartphone, tablet e giochi elettronici sono ormai utilizzati quotidianamente dai bambini, che arrivano a trascorrere diverse ore al giorno incollati agli schermi di questi dispositivi. I bambini, anche molto piccoli, non hanno alcuna difficoltà ad utilizzare applicazioni, smartphone e tablet che imparano a conoscere sin dalla prima infanzia, perché vedono gli adulti che li circondano utilizzarli quotidianamente, talvolta anche per calmare i loro capricci.
L’American Academy of Pediatrics e la Canadian Society of Pediatrics affermano che i bambini da 0 a 2 anni non dovrebbero essere esposti alla tecnologia, dai 3 ai 5 anni l’esposizione dovrebbe essere di un’ora al giorno, mentre dai 6 ai 18 non più di due ore al giorno. La quantità di tempo trascorsa davanti a tablet, pc e altri dispositivi, tuttavia, è spesso superiore rispetto a quanto raccomandato, gli adulti non controllano le attività dei bambini, sopravvalutano le loro capacità di comprendere ciò che vedono sullo schermo, non sono informati e non conoscono le potenzialità e i rischi dei dispositivi che i bambini utilizzano.
Bambini e smartphone: a rischio anche la vista
L’utilizzo di smartphone e tablet è sempre più frequente tra i bambini nativi digitali, l’80% dei quali già fra 3 e 5 anni è in grado di usare il telefono di mamma e papà, l’11% a 10-11 anni ha un proprio smartphone e il 4% un tablet. Aumentano così anche i rischi per la vista e, in particolare, secondo le rilevazioni del Centro Italiano Occhio Secco (Cios) è aumentato un disturbo, spesso sottovalutato, denominato “sindrome dell’occhio secco”, che porta bruciore e prurito, lacrimazione e nei casi più gravi dolore e fastidio. Le cause possono essere molteplici, ma più recentemente si è registrato un enorme aumento del problema nei bambini, per i quali il fattore scatenante sembra essere proprio l’abuso di smartphone e tablet.
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Bambini e videogiochi: attenzione ai contenuti e all’adescamento online
Il videogioco, soprattutto quando la dimensione multimediale è collegata ad una storia che si sviluppa e dà senso all’esperienza che il bambino sta facendo, può rappresentare una risorsa che stimola l’integrazione cognitiva e le abilità visuo-spaziali.
È fondamentale, però, che l’utilizzo del videogioco sia sempre regolamentato e controllato dagli adulti, che spesso non ne conoscono i contenuti ed essi stessi non sanno come funzionano e come si strutturano i diversi giochi.
Ad incidere non sono soltanto i contenuti, ma anche il tempo trascorso a giocare, su console oppure online. Nei giochi online, inoltre, che prevedono anche la possibilità di chattare con altri utenti, i rischi sono maggiori soprattutto per i bambini che in maniera precoce si incollano davanti agli schermi di smartphone e tablet. Il rischio più grande collegato all’utilizzo di app e giochi online, alcuni dei quali molto conosciuti e usati dai bambini tra 7 e 9 anni, è quello dell’adescamento da parte di adulti malintenzionati che, fingendosi loro coetanei, attirano l’attenzione dei bambini nelle chat, per poi passare alla richiesta di foto o informazioni private (Scheerhout e Yarwood, 2016).

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Bambini e tablet: 2 regole fondamentali
Spesso il problema principale, legato all’utilizzo di tablet e dispositivi tecnologici, sta nel fatto che i bambini vengono lasciati da soli e li usano in modo autonomo, senza interazione con i coetanei e con adulti che possano verificarne l’adeguatezza o spiegarne i contenuti.
Due regole sono fondamentali: utilizzo limitato nel tempo, senza eccessi, e fruizione dei dispositivi elettronici con il supporto e la supervisione dei genitori o di altre figure adulte di riferimento.
Se smartphone, videogiochi e tablet vengono usati in modo appropriato all’età e condivisi con i genitori possono essere utili per il divertimento, lo svago e lo sviluppo di alcune competenze. Tuttavia, possono anche ridurre le capacità di attenzione, aumentando nei bambini le difficoltà di concentrazione e comprensione e arrivano spesso ad isolarli dalla realtà circostante.
È fondamentale, quando si permette ai bambini di utilizzare la tecnologia, avere sempre in mente che si tratta di uno strumento, di un mezzo che necessita di condivisione, di supervisione e dell’interazione con i genitori e/o altri bambini.
Riferimenti Bibliografici
Riva G. (2017). Bambini e tecnologia. Psicologia Contemporanea, 260: 76-77.
Scheernhout J., Yarwood S. (2016). Clash of Clans and Instagram used to groom children as young as seven. Retrieved on http://www.manchestereveningnews.co.uk/news/greater-manchester-news/clash-clans-instagram-used-groom-10685100


