Viviamo in una società sempre più smart e sempre più tecnologica e i minori, di conseguenza, sono sempre più a contatto con un numero crescente di stimoli da elaborare, spesso anche relativi a contenuti non pertinenti per la loro età.
Non sono appropriati perché i più piccoli non hanno ancora uno sviluppo cerebrale, cognitivo ed emotivo tale per comprendere ed elaborare ciò che vedono senza subirli passivamente, inoltre, non hanno neanche un bagaglio di esperienza tale da poter comprendere dove “collocare” quel tipo di contenuti e non li possono inserire all’interno di un tessuto di conoscenze precedentemente strutturato.
Sono sempre più precocemente a contatto anche con gli stimoli di natura sessuale a partire da immagini e video, anche pornografici, che possono trovare gratuitamente sui vari canali presenti nel web.
Non ci dimentichiamo che tantissimi bambini vivono parte della loro giornata all’interno dei social network e sui motori di ricerca e che filtrare i contenuti e le loro ricerche in rete non è poi così facile.
Il cervello di un bambino è ancora in fase si sviluppo e rischia di non dare il giusto significato alle immagini di sesso. Nel momento in cui non sono ancora in grado di elaborarli, rischiano di diventare elementi perturbanti e di creare un’eccessiva attivazione emotiva.
Che tipo di apprendimento acquisiranno nel momento in cui nella maggior parte dei casi sono “vergini” da un punto di vista delle conoscenze sulla sessualità perché nessuno in precedenza ne ha mai parlato con loro?
La pornografia non deve essere il mezzo con cui i bambini si avvicinano alla sessualità, devono essere accompagnati in questo percorso naturale di crescita sotto tutti i punti di vista per evitare che gli venga offerta una rappresentazione della sessualità sbagliata, dove la connotazione emotiva viene meno oppure, di creargli degli apprendimenti che possono potenzialmente andare anche a condizionarli anche in epoche future a livello affettivo e comportamentale.
Clicca sul link per continuare a leggere tutto l’articolo sul Magazine Family Health pubblicato l’8 gennaio 2020:
http://magazine.familyhealth.it/2020/01/08/video-pornografici-bambini-impatto-sviluppo/


