Quante volte ci è capitato di consultare lo smartphone mentre parliamo con una persona o mentre siamo a tavola?
Quante volte, anche ai genitori è capitato in qualche momento di non prestare attenzione ai figli perché distratti dal proprio cellulare?
Si parla di Phubbing, una pratica ormai diffusissima che può ledere i rapporti e le relazioni, soprattutto tra genitori e figli.
Phubbing è il neologismo con cui ci si riferisce all’abitudine di snobbare la compagnia degli altri, specie in contesti informali come un’uscita di gruppo o un appuntamento con il partner, preferendo utilizzare lo smartphone o altri device digitali.
Può essere interpretato come una forma di dipendenza da smartphone o, meglio, come un sintomo dell’altrettanta diffusa paura di perdersi qualcosa (FOMO o nomofobia): controllare spasmodicamente il telefono, anche quando si è in compagnia di altre persone, manifesta chiaramente infatti il timore che stia succedendo qualcosa – online, sui social, sui gruppi WhatsApp di cui si è parte, e che si rischi di perderselo.
Perché lo fanno, quanto condiziona le relazioni e cosa ci attiva da un punto di vista emotivo?
Ce lo spiega Maura Manca, psicoterapeuta e presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, in questo video girato per Startup Grind University of Salerno:


